La fine della crisi? Non è poi così lontana quanto sembra e il sistema nordestino ha già avviato strategie di breve e medio periodo destinate a produrre risultati per il mondo delle imprese e per la società: è un messaggio incoraggiante quello giunto dal convegno promosso da Confartigianato Pordenone nell'ambito del Festival delle Città Impresa. Ad aprire la serata i saluti del sindaco di Maniago, Belgrado, e a seguire la tavola rotonda sul tema Innovazione, una possibile risposta alla crisi. E’ stato Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato, sollecitato dal giornalista del Messaggero Veneto, Stefano Polzot, a spiegare quale sia la situazione delle imprese in questo particolare momento di crisi, rimarcando le difficoltà determinate da una crisi finanziaria «che certamente non sono stati gli artigiani a provocare – ha sottolineato -, ma di cui siamo vittime». Pascolo ha anche spiegato che cosa le imprese chiedono alle istituzioni. A portare un pizzico di ottimismo sono stati l'assessore alle attività produttive della Regione Veneto Vendemiano Sartor e il presidente della Camera di Commercio di Pordenone Giovanni Pavan, che hanno illustrato le strategie che i rispettivi enti stanno portando avanti per dare alle imprese il supporto necessario per non soccombere alla crisi. «In Veneto stiamo agendo su più fronti – ha spiegato l’assessore regionale -: interventi per garantire l’accesso al credito delle imprese, abbiamo introdotto ammortizzatori sociali per categorie normalmente prive di copertura, abbiamo deliberato di destinare risorse alla formazione continua di chi è in mobilità, in modo che possa sfruttare il tempo di disoccupazione per arricchire la propria professionalità». Ma non mancano anche politiche sul fronte dell’innovazione, con bandi sia per le imprese che per i centri di ricerca». «Quella dell’innovazione - ha aggiunto il presidente della Cciaa pordenonese - è una delle priorità assolute che ci siamo dati come Camera di Commercio per tutto il quinquennio: abbiamo stanziato fondi per innovazione e ricerca e per portare le imprese a scoprire nuovi mercati. La nostra ricetta – ha aggiunto - è fare rete tra la formazione, il sistema universitario, il polo tecnologico e imprese: facendo così abbiamo tutti gli elementi per supportare l’azienda con fatti innovativi e l’innovazione, per un sistema come il nostro che esporta il 50% di quello che produce, è fondamentale». Ma in quanto tempo queste strategie produrranno i risultati desiderati? Se l’assessore Sartor è convinto che il Veneto sarà in grado di uscire dal tunnel già entro la fine dell’anno, Pavan non si è altrettanto sbilanciato ma non ha nascosto la propria fiducia: «Avendo iniziato a soffrire per primi in quanto prevalentemente manifatturieri - ha detto - credo che saremo anche tra i primi a uscirne».
|