Alle leggi finanziarie è dedicato il convegno promosso da Confartigianato Pordenone per venerdì 27 Febbraio alle ore 18,00, nella Sala Convegni del Don Bosco di Viale Grigoletti a Pordenone E’ l’annunciato “anno della crisi”, i 12 mesi a crescita meno, ovvero il 2009. Dopo il crollo esploso a settembre, che è seguito allo scandalo dei mutui subprime, al fallimento di grandi istituti di credito negli Usa, dopo una serie di vicende prettamente finanziarie, ecco che l’ondata è piombata sulle imprese con un impatto che ancora non è possibile ben valutare. «Nel mondo dell’artigianato – spiega il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo - non è cosi automatico accostare la parola crisi a “chiusura” , “dismissione”, “licenziamenti”, perché da sempre l’artigiano cerca strade diverse da percorrere, si rinnova e si reinventa per creare un nuovo futuro. Investe su di sé, sulle proprie abilità e capacità, sulla propria impresa e i collaboratori, modulando produzione e servizio alle nuove esigenze, ai diversi bisogni, su ciò che manca o ancora non c’è. Queste peculiari capacità non salveranno tutte le imprese dalla crisi – riconosce Pascolo -, certamente consentiranno alla maggior parte di riposizionarsi e di attendere l’inevitabile ripresa». E’ chiaro che queste imprese «hanno bisogno di poter contare su partner affidabili per attraversare con successo il periodo di congiuntura negativa appena iniziato. Un fisco equo, ad esempio, una burocrazia amica, enti pubblici attenti e celeri nelle risposte, capaci anche di investire per ridare slancio all’economia, finanziamenti adeguati e disponibili, tanto più oggi che il tasso di sconto è a livelli tali da consentire gli investimenti, e un sistema del credito flessibile e aperto, oculato ma non “tirchio”. Quanto di tutto ciò è rintracciabile nelle Leggi Finanziarie nazionale e regionale? E nel provvedimento anti-crisi? Quanto lo Stato e la Regione sono pronti a scommettere sulla capacità delle imprese di questo territorio, piccole, medie e grandi, di affrontare la crisi e uscirne più forti, più innovative, più competitive? – si chiede il presidente degli artigiani Pordenonesi -. Relativamente al decreto anticrisi, va nella direzione giusta, ma non è sufficiente. Occorrono a nostro avviso interventi più incisivi per ridurre la pressione fiscale, per diminuire il costo del lavoro, per migliorare le condizioni di accesso al credito. Non abbiamo condiviso la scelta del Governo di non accogliere alcuni importanti emendamenti al decreto anticrisi finalizzati a modificare aspetti fortemente critici degli studi di settore – rimarca il presidente Pascolo -; vigileremo sulla revisione annunciata affinché le correzioni che saranno apportate siano coerenti con la situazione attuale dell’economia e delle imprese». E guardando alla Regione «pur riconoscendo di aver messo a disposizione risorse a favore delle Pmi – ancora Pascolo -, esprimiamo il disappunto per il mancato accoglimento delle proposte che avevamo formulato e che contavamo venissero recepite con la Finanziaria». «La fase che stiamo vivendo richiede il dispiegarsi di molte qualità, come il coraggio, la forza, la determinazione, la collaborazione e la responsabilità – conclude Pascolo -.Perché solo così, solo se ciascuno farà leva sul meglio di sé e sulla forza dell’altro, sarà possibile uscire dalla crisi. Diversi e migliori». “2009, l’anno della crisi. Interventi, disposizioni, norme a favore dell’artigianato e delle Pmi nelle leggi Finanziarie nazionale e regionale” Venerdì 27 febbraio 2009 - Auditorium del Don Bosco V.le Grigoletti – Pordenone Programma Ore 18,00
Presentazione p.i. Silvano Pascolo, Presidente di Confartigianato Imprese Pordenone
Crisi e Pmi: le risposte della Finanziaria nazionale on. Manlio Contento, deputato del Pdl
La strategia della Regione a favore delle imprese dott. Luca Ciriani, Assessore regionale alle Attività produttive
La Finanziaria in dettaglio dott. Andrea Trevisani, direttore delle politiche fiscali di Confartigianat Coordina: dott. Gianfranco Trebbi, segretario generale Confartigianato Pordenone e Friuli Venezia Giulia
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