Il ruolo della legge finanziaria nazionale nell'anno nero dell'economia è stato analizzato nel corso del tradizionale convegno organizzato da Confartigianato Imprese Pordenone, tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri nell'auditorium del collegio Don Bosco. Al momento d'approfondimento hanno partecipato il presidente dell'associazione di categoria provinciale, Silvano Pascolo, il segretario generale Confartigianato Pordenone e Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Trebbi, il direttore delle politiche fiscali di Confartigianato nazionale, Andrea Trevisani, e il deputato del Popolo delle Libertà Manlio Contento. Avrebbe dovuto prender parte all'iniziativa anche il vicepresidente del consiglio regionale, Luca Ciriani, ma un'influenza lo ha costretto a disertare il convegno. In apertura Trebbi, al quale è spettato il compito di coordinare gli interventi dei vari relatori, s'è soffermato su tre aspetti. Per prima cosa, il segretario provinciale e regionale dell'associazione di categoria ha sottolineato come la crisi economica globale sia stata causata “non dalle imprese, bensì dal mondo della finanza. In secondo luogo, è importante ribadire come in questo momento non siano necessari interventi a sostegno della produzione, quanto, piuttosto, un aumento della liquidità.Infine – ha concluso – dopo le operazioni a favore delle grandi imprese è ora che il governo pensi anche alle piccole e medie realtà”.  Successivamente Pascolo ha ricordarto la grave impasse che sta interessando importanti industrie del territorio provinciale, “con tutte le ricadute che questo comporta sulle realtà che quest'associazione rappresenta”. Il numero uno di Confartigianato Imprese Pordenone ha poi voluto ribadire il proprio disappunto nei confronti della Regione, “per il mancato accoglimento delle proposte che avevamo formulato e che contavamo venissero recepite con la finanziaria”. Trevisani ha effettuato un interessante intervento generale che ha spaziato dalle cause della crisi alle ricadute della finanziaria nazionale sulle piccole e medie imprese. Moltissimi i dati forniti dal direttore delle politiche fiscali di Confartigianato nazionale: tra i più interessanti, quello relativo al secondo posto della provincia di Pordenone nella speciale classifica del valore aggiunto del settore manufatturiero rispetto al valore aggiunto del settore del credito. Trevisani ha poi ricordarto come la Regione Friuli Venezia Giulia nella manovra anticrisi abbia investito lo 0,5 per cento del Pil regionale. Infine la relazione prettamente politica di Contento, il quale ha ricordato gli impegni assunti dal governo Berlusconi per combattere l'impasse economica: tra i più importanti, il taglio di 34 miliardi, in tre anni, alla spesa pubblica.
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