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ALCOL FREE PER IL TRASPORTO
Incontro tra gli esperti della Ass 6 e la categoria degli autotrasportatori di Confartigianato


Per chi guida, per chi della guida ha fatto il proprio lavoro e per una moltitudine di attività lavorative, non c’è una soglia minima di alcol che si può assumere. Per la propria sicurezza, per quella degli altri, e perché lo dice la legge, l’unico comportamento corretto è non bere.

Di alcol e lavoro si è discusso nel corso di un incontro svoltosi in una affollata sala riunioni della sede di Confartigianato Pordenone, tra i responsabili del dipartimento di alocologia Paolo Cimarosti, dello Spsal (Servizio sicurezza e prevenzione sul lavoro) Carlo Venturini dell’Azienda per i servizi sanitari n. 6 del Friuli occidentale, e numerosi rappresentanti della categoria degli autotrasportatori di Confartigianato.

Promotori dell’appuntamento il capo categoria Liberale Presot, il funzionario dell’associazione per il trasporto Loris Ius e il responsabile del settore ambiente di Confartigianato ing. Fabio Veronese.

L’incontro è stato il primo di una serie nell’ambito delle iniziative che l’associazione di categoria riserva ai propri associati sui temi della sicurezza del lavoro, e concretizza l’impegno che Confartigianato si è assunta, insieme ad altre categorie, sottoscrivendo uno speciale protocollo con la Ass 6 che ha come tema centrale proprio l’alcol e la sua incompatibilità, anche per legge, con molte attività lavorative.

Ad introdurre l’incontro Liberale Presot, che ha salutato e ringraziato i rappresentanti delle tante imprese di trasporto che hanno preso parte alla riunione, a seguire una breve introduzione di Loris Ius e di Fabio Veronese.

Il primo ad entrare nel vivo dell’argomento è stato il dottor Carlo Venturini che ha presentato i dati sugli infortuni sul lavoro, che in regione come in provincia rimangono molto elevati, appuntando l’attenzione sulle cause: bene, più della metà degli infortuni avvengono sulla strada.In parte legati ad attività specifiche, come la movimentazione di materiali e il loro trasporto, e in parte “in itinere”, ovvero nel percorso casa-lavoro lavoro-casa.Tra le cause, netta prevalenza del “fattore umano”, e quindi la velocità, l’imprudenza, una manovra errata.

Non ha dimenticato Venturini le “stragi del sabato sera”, dove a perdere la vita sono ragazzi tra i 18 e i 30 anni, e dove l’incidente stradale – spesso causato da un consumo di bevande alcoliche - è la prima causa di morte in quella fascia di età. Si calcola poi che una percentuale oscillante tra l’8 e il 20% degli infortuni, siano da attribuire al consumo di alcol.

Il consumo di alcol nel mondo è spaventoso, si parla di 6 litri di alcol puro consumati pro-capite, ed è in aumento, purtroppo, soprattutto tra i giovani. Perché? Probabilmente anche perché ci sono tanti “miti” attorno all’alcol, come quello che lo vuole capace di allentare la timidezza e rendere le persone più socievoli, che “riscalda” in presenza di basse temperature, e “rinfresca” quando fa caldo. Tutti “falsi miti”, smontati uno per uno dal dottor Cimarosti. L’alcol aiuta a digerire? Falso, in realtà rallenta la digestione. Il vino fa buon sangue? Non è vero, il suo abuso può provocare forme di anemia e un aumento dei grassi nel sangue. L’alcol disseta! Falso, disidrata perché richiede una maggiore quantità di alcol per essere metabolizzato dall’organismo. L’alcol riscalda! No, dà una momentanea sensazione di calore a causa della vasodilatazione, che però determina un minor afflusso di sangue agli organi interni e al cervello. L’alcol dà forza? In realtà produce una diminuzione del senso di affaticamento e di dolore. Sul fatto poi che l’alcol migliori l’umore, è vero che la “sbronza” rende momentaneamente felici, ma una volta passata subentra la depressione.

Basta un bicchiere di vino per rallentare i riflessi di quel meraviglioso meccanismo che è il corpo umano. E se senza aver consumato alcol la capacità di reazione di una persona alla guida che si trova a dover affrontare un ostacolo viaggiando a 100 km/ora è immediata, un secondo, ma il mezzo percorrerà dopo la frenata altri 24 metri, con un po’ di alcol in corpo la capacità di reazione sale a 1,5 secondi, e i metri che il veicolo percorrerà saranno quasi il doppio.

Venturini e Cimarosti hanno quindi ricordato le norme che disciplinano il consumo di alcol alla guida delle auto, 0,5 mg per litro di sangue, con concentrazioni superiori scattano le sanzioni che possono arrivare fino al sequestro del veicolo; mentre per chi lavora, ad esempio gli autotrasportatori, non c’è limite diverso dall’astinenza.






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