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L’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea segna una svolta nei già ottimi rapporti tra l’Unione degli artigiani e delle piccole e medie imprese – Confartigianato di Pordenone con la sezione Artigiani dell’Unione Regionale Economia Slovena, Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje. La conferma arriva dallo scambio di corrispondenza tra i vertici della Confartigianato pordenonese, il presidente Pascolo e il segretario generale Lucchetta, e il presidente Ezio Mauri in occasione dell’ingresso ufficiale della Repubblica nell’Unione.
«Quella del primo maggio 2004 – hanno sottolineato Pascolo e Lucchetta -, è una data che segnerà una svolta epocale nella vita, nell’economia, nella cultura dei singoli e dei Paesi. Insieme abbiamo deciso di abbracciare una nuova identità europea che, è negli auspici di tutti, garantirà un futuro di armonia e di pace, saprà stimolare un nuovo sviluppo economico e genererà stabilità e crescita. Per noi, artigiani pordenonesi, e per gli abitanti e gli imprenditori di questa regione, significa anche riallacciare quei legami naturali sociali, culturali, economici che sono rimasti interrotti per mezzo secolo, fatta eccezione per la capacità dei singoli di superare steccati e confini e riprendere, in anticipo, un sincero dialogo. Le nostre organizzazioni – ancora la Confartigianato - hanno avuto questa saggezza ed è per questo che con ancora maggiore consapevolezza ed affetto siamo oggi a formulare il più sincero compiacimento per l’ingresso ufficiale della Slovenia nell’Unione Europea. Ci attende, come rappresentanti delle piccole e medie imprese, un lungo ed impegnativo percorso per vedere affermati i valori dell’imprenditoria e del capitalismo personale. Ma siamo certi – concludono Pascolo e Lucchetta - che il cammino da domani, perché compiuto insieme, sarà più facile».
«Dalla caduta del confine – risponde Ezio Mauri – il nostro territorio ritroverà la propria centralità nel contesto della nuova Europa, con immense possibilità di sviluppo dei rapporti tra realtà attigue per troppi anni separate da confini che hanno finito per penalizzarci oltre misura considerate le enormee potenzialità che questa parte dell’Europa può esprimere. Se i rapporti non si sono mai del tutto interrotti – riconosce il presidente dell’Unione Economica Slovena – il merito va ascritto soprattutto agli operatori economici che rappresentano tradizionalmente la categoria meno condizionabile da preconcetti di ogni sorta in quanto il continuo confronto e la collaborazione sono il motore primo dello sviluppo e del credo stesso della libera economia. La nostra organizzazione, vista la sua natura, ha sempre svolto con entusiasmo il proprio ruolo di congiunzione tra le istituzioni e gli operatori economici della nostra regione e le omologhe entità della Slovenia. Saremo tanto più lieti di continuare a farlo in compagnia di amici sinceri come si sono dimostrati negli anni gli artigiani pordenonesi e in particolare la vostra associazione».
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