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«Tanti nomi per il consiglio di amministrazione di Agemont, ma nessun rappresentante dell’artigianato e della piccola e media impresa, vera forza trainante dell’economia montana. E’ un’assenza che stupisce». Silvano Pascolo e Alessio Belgrado, il primo presidente della Confartigianato Pordenone, il secondo direttore mandamentale dell’organizzazione e componente del cda di Montagna Leader, rilevano quella che appare come un’incongruenza nella scelta dei componenti l’organo esecutivo dell’Agenzia per la montagna. «Sono tante le ipotesi che circolano in questi giorni, ma tra queste quella di un rappresentante ufficiale del mondo della Pmi e dell’artigianato non c’è. E’ quanto meno anomalo che un’Agenzia che ha come mission lo sviluppo della montagna e quindi dovrebbe operare per il radicamento delle Pmi in queste zone, non valuti necessaria la partecipazione di un rappresentante delle piccole e medie imprese. Rivendichiamo - rimarcano Pascolo e Belgrado - una maggiore attenzione a questa realtà economica, ovvero al tessuto di piccole imprese che garantiscono occupazione e sviluppo, che rimangono a prescindere da alcune condizioni di vantaggio competitivo che, una volta venute meno, spingono le grandi imprese a delocalizzare altrove. A nostro avviso, ma riteniamo l’osservazione condivisibile, vanno rappresentate e tutelate quelle migliaia di posti di lavoro che artigianato e pmi hanno creato nel manifatturiero (basti pensare alle coltellerie e al distretto di Maniago), e nella subfornitura insediatasi dentro e fuori dalle zone industriali».
«Ci pare opportuno - rimarca Pascolo - in questa fase di riposizionamento di Agemont nelle società di sviluppo (e quindi nel progetto Friulia Holding) che ci fosse una grande convinzione circa il ruolo e la rappresentanza forte e di equità di rappresentanza territoriale all’interno di questo organismo. E davvero stupisce che, da quanto riferito dagli organi di stampa, che un’ipotesi di questo genere non sia stata valutata».
L’elenco di nomi di possibili candidati nel cda di Agemont «comprende persone che sono espressione di un certo mondo e di un certo ambiente che sottovaluta l’importanza dell’artigianato e della piccola impresa, e quindi di quel mondo variegato che costituisce la vera ossatura economica delle aree montane», aggiunge Belgrado. Infine «come Confartigianato riteniamo di particolare rilevanza la presenza di un rappresentante della piccola impresa, come peraltro accade ora. In un consiglio di amministrazione allargato qual è quello che viene delineato, riteniamo che la nostra richiesta possa trovare condivisione - conclude Silvano Pascolo - perché riporta al centro un comparto di vitale importanza per l’economia della montagna di questa regione».
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