La sede della Camera di commercio di Pordenone sarà, giovedì 26 giugno alle 18,30, la cornice della presentazione del secondo volume di “Figli d’arti, ovvero il passaggio d’impresa”, un libro edito dall’Unione degli artigiani e delle piccole e medie imprese della provincia di Pordenone grazie al sostegno della Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Pordenone. Raccoglie ben trentasei storie di imprenditori e di famiglie del Friuli occidentale, dalla nascita dell’azienda al suo sviluppo alla sua affermazione nel rispettivo settore di competenza. Un paziente lavoro di raccolta di testimonianze per «recuperare la memoria, quella individuale, per conoscere e ricostruire la storia, ritrovare le radici per capire chi siamo, che cosa siamo diventati, dove stiamo andando – spiega il presidente dell’Unione, Silvano Pascolo -. In fondo la scelta di dare vita a questa collana, “Figli d’arti”, rappresenta proprio la volontà dell’Unione degli artigiani di raccogliere testimonianze e ricordi di imprenditori che hanno costruito la loro azienda, l’hanno fatta crescere, l’hanno tramandata di padre in figlio, trasformando nel contempo una terra povera di risorse e ricca di braccia, da luogo di emigrazione ad area di immigrazione, da ampie distese di campi lavorate da mezzadri, al brulicare di fabbriche e opifici che costituisce la ricchezza di questa provincia». «Il prezioso volume dell’Unione degli artigiani – rimarca il presidente della Cciaa, Augusto Antonucci – fornisce un grande contributo, che è quello dell’esperienza» a quella delicata fase, nella vita di un’azienda, che è il passaggio generazionale nelle piccole e medie imprese. «Uno dei temi più dibattuti – prosegue Antonucci – e che riguardano i punti di forza e di debolezza del nostro sistema imprenditoriale. Il problema della successione d’impresa riguarda una gran parte delle aziende. Oltre il 90% delle imprese è a conduzione familiare e ha meno di 10 dipendenti, pur dando lavoro ll’80% della popolazione attiva. Solo meno di un quarto delle aziende familiari riesce a giungere alla seconda generazione di imprenditori. Uno dei principali motivi di mortalità è la cattiva o inesistente gestione della successione, una causa che è dovuta a diversi fattori. Per dare un futuro all’azienda – rimarca il presidente dell’ente camerale – non è quindi sufficiente fornire alla stessa solide fondamenta. Gestire il passaggio del testimone non è solo un problema di qualità individuali: la competizione del mercato impone un costante processo di aggiornamento delle produzioni, una continua propensione all’innovazione, in tutti i campi. Il compito delle associazioni di categoria e della Cciaa è quello di assistere gli imprenditori in questa fase delicata offrendo strumenti di aggiornamento, occasioni di confronto e supporti tecnici». Il libro “Figli d’arti” fornisce dunque testimonianze ed esperienze, esempi che possono essere utili e che dimostrano che «la successione, se ben gestita, può essere una formidabile occasione di sviluppo. Governare la successione – conclude Antonucci – significa difendere un sistema economico che genera ricchezza e occupazione».
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«Siamo arrivati al secondo volume – sottolinea il segretario generale, Maurizio Lucchetta -, una raccolta di tante storie, personali, familiari, umane e professionali, che costituiscono l’esempio più significativo di volontà, capacità, inventiva, coraggio, determinazione della nostra gente. Realizzare questo volume ha richiesto un grande impegno ed un grande sforzo organizzativo». Dai vertici dell’Unione un doveroso ringraziamento «alla Camera di commercio di Pordenone, e al presidente Augusto Antonucci, per aver compreso l’importanza di questo progetto e per averlo sostenuto. Un “grazie” va anche agli imprenditori che hanno accettato di raccontare la loro storia che è anche un frammento della storia di questa provincia». Ai partecipanti al convegno sarà consegnata copia del volume
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