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«Segno solo ore serene». E’ questa la “promessa” di un’antica meridiana realizzata, naturalmente, con l’abilità tutta artigiana dei decoratori, sulla facciata di un’abitazione. Ed è con questo spirito, la volontà di un formulare questo augurio, oltre che di valorizzare questa particolare arte vecchia di secoli e secoli, che Confartigianato Imprese Pordenone, con il sostegno della Camera di commercio e della Banca Popolare FriulAdria –Crédit Agricole, ha scelto le Meridiane per il Calendario 2008.
Come accade ormai ogni anno, una copia del calendario, in anteprima, è a disposizione dei visitatori del Salone dell’Artigianato Alpe Adria, e nelle prossime settimane potrà essere ritirata presso la sede di Pordenone e in quelle mandamentali.
Le Meridiane, un tempo deputate a “mostrare” l’ora quando l’orologio non era ancora stato inventato, e più tardi quando era patrimonio di pochi, oggi «rappresentano il fascino del passato, la ricerca delle proprie radici, un rinnovato senso del bello quale antidoto all’imperante tecnologia che oggi di imprigiona da ogni lato. Nel mondo delle meridiane si ha modo di rivivere valori importanti che arricchiscono la nostra vita: in queste piccole opere si colgono aspetti che fanno parte della tradizione, della storia, dell’astronomia, della tecnica, della filosofia, dell’arte e di altro ancora.
Le meridiane – scrive Aurelio Pantanali in un breve testo di presentazione sul Calendario – segnano l’ora attraverso l’ombra proiettata sul muro di un’asticella meccanica della gnomone, quando questa è colpita dai raggi del sole. Sintetizzano una vita tutta scandita dai ritmi della natura, ricca di suggestione e di poesia in cui il Sole è l’incontrastato signore dal quale originano tutte le cose. La meridiana è uno strumento che ha la capacità di collegare la terra al cielo, è nata più dal cuore che dalla mente umana». Ed è per tutto questo che, oggi, nonostante le meraviglie al quarzo che portiamo al polso, vale ancora la pena costruire una meridiana: per ritornare al silenzio di un’ombra che si muove sul muro e ad un tempo passato, ma forse non ancora del tutto trascorso, del quale conserviamo una struggente nostalgia.
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