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Si tratta della nuova direttiva sui giocattoli in discussione presso il Consiglio Europeo che chiude le frontiere comunitarie ai prodotti non a prova di bambino. Criticità nella bozza del provvedimento per i piccoli produttori
Dopo il ciclone che si è abbattuto lo scorso anno su una multinazionale del giocattolo, accusata di commercializzare bambole rifinite con vernici contenenti piombo, e dunque pericolose per la salute dei bambini, e a seguito dei sequestri di valanghe di prodotti per l’infanzia non certificati, provenienti dai mercati orientali, il Consiglio Europeo ha deciso di rimettere mano alla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli, vecchia ormai di vent’anni.
L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di “ridurre gli incidenti connessi ai giocattoli ed ottenere benefici per la salute”, anche se il progetto nel suo insieme è più ambizioso. Sono infatti tre i risultati che si intendono raggiungere: “Nuovi e più alti requisiti di sicurezza per far fronte ai rischi recentemente identificati”; “Rinforzare la responsabilità dei fabbricanti ed importatori nella commercializzazione dei giocattoli”; “Aumentare gli obblighi di sorveglianza del mercato degli Stati Membri”.
Nessun dubbio che la proposta di revisione avrà un forte impatto sui produttori, «anche sulle piccole e piccolissime aziende artigiane della provincia di Pordenone – rimarca il presidente d Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo – che ancora oggi realizzano giocattoli soprattutto in legno, retaggio dell’abilità degli intagliatori della Valcellina. Giocattoli – sottolinea Pascolo – che nulla hanno a che fare con la produzione in serie, né tanto meno con l’impiego di vernici pericolose».
Ovviamente c’è anche una certa soddisfazione «per un insieme di regole destinate ad impedire che episodi come quelli accaduti lo scorso anno, e che produzioni prive di qualsiasi standard di qualità e potenzialmente pericolose – è la puntualizzazione di Pascolo – possano arrivare nelle mani dei bambini». Il provvedimento chiarisce che anche le aziende di piccola dimensione dovranno adeguare il sistema produttivo alle maglie molto strette della Direttiva.
Diverse le criticità identificate da NORMAPME (Organizzazione Europea dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese per la Standardizzazione) e già segnalate al gruppo di lavoro del Consiglio europeo, insieme alle possibili misure correttive. La richiesta principale riguarda l’inclusione nel testo di disposizioni specifiche per le piccole produzioni o le produzioni non in serie.
Secondo le prime indicazioni, dai giocattoli dovrebbero scomparire diverse cose. Le sostanze cancerogene, prima di tutto. Poi il piombo e il mercurio, e le fragranze allergeniche. Prevista una stretta in materia di commercializzazione, con nuovi adempimenti e nuove responsabilità per chi immette sul mercato i giocattoli. A partire dalle avvertenze sull’utilizzo del prodotto, che dovranno seguire le indicazioni redatte da una apposita Commissione. In caso di alcune tipologie di giocattoli, ad esempio quelli con magneti, attualmente non normati, sarà richiesto un test presso laboratori indipendenti. Il fabbricante avrà poi l’obbligo di mettere a disposizione dell’autorità per la Sorveglianza del Mercato le informazioni tecniche del prodotto.
Obblighi per i produttori e i distributori di giocattoli, ma anche per gli Stati membri. La direttiva impone agli Stati dell’UE di rafforzare il grado di sorveglianza del mercato, con controlli sul posto e alle frontiere comunitarie, e di prevedere un sistema sanzionatorio in caso di mancata osservanza di quanto disposto dalla Direttiva
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