Il ministero dei Beni culturali segnala che “è alla firma un provvedimento col quale il termine di presentazione delle domande (art. 3, c. 1 del bando) viene prorogato al 28/02/2010 e il termine utile per allegare le attestazioni (art.3, c. 6 del bando) viene prorogato al 31/05/2010”. «Prendiamo atto della proroga – commenta Claudio Dorigo, capo categoria provinciale delle imprese edili - nell’informare le aziende interessate – ma ai restauratori questo non basta: di mesi ne servono almeno sei. Occorre il tempo necessario a rivedere e riscrivere le norme di accesso alla professione. Per questo chiediamo di aprire subito un tavolo di confronto tra le Associazioni dei restauratori ed il ministero dei Beni Culturali per ridiscutere l’impianto dei criteri di qualificazione che, di fatto, se applicati escluderebbero dal mercato moltissimi operatori oggi in attività». Questa richiesta è già stata inviata da Confartigianato Pordenone al ministro, e si somma ad analoghi documenti spediti da tutte le associazioni provinciali di Confartigianato, dove si rimarca che «Le regole contenute nel Codice dei beni culturali, se non modificate – spiega Dorigo – rappresenterebbero un attacco alla competenza ed al saper fare di migliaia di restauratori artigiani, eredi naturali di una secolare tradizione che non ha eguali al mondo. Una sola domanda: senza queste mani e questa esperienza, chi si occuperà della conservazione del nostro patrimonio artistico, bandiera della cultura e della storia italiana nel mondo?». I restauratori pordenonesi sono preoccupati per una normativa che può arrecare danni rilevanti. «Per questo alcuni – annuncia Dorigo - si sono rivolti alla magistratura amministrativa per un esame anche della legittimità di queste regole che dovrebbero traghettare il settore in un scenario del tutto nuovo».
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