«A livello nazionale le previsioni ci dicono che solo nel 2019 il comparto edile tornerà ai livelli di dieci anni fa. Non è che siamo fermi, stiamo continuando a scivolare verso il basso, e questo trend proseguirà anche nel 2010 e, speriamo, solo nel 2011 inizieremo una lenta e faticosa ripresa». E’ lo scenario del comparto edile, delle piccole e micro imprese artigiane, tratteggiato da Claudio Dorigo, capo categoria provinciale delle aziende edili e presidente nazionale dei costruttori di Confartigianato. «In questo momento è in atto una discesa preoccupante, sia per l’indisponibilità di fondi a disposizione della pubblica amministrazione, sia perché il settore privato è immobile: gli studi di progettazione non hanno lavoro. Qualche speranza è puntata sul Piano casa – aggiunge Dorigo – ma è presto per vedere se produrrà effetti. Anche perché in una fase di profonda incertezza che pervade tutti i settori, è difficile che una famiglia progetti l’ampliamento della propria casa o la sua ristrutturazione se non ha garanzie che il prossimo mese, il prossimo anno, avrà ancora un lavoro. Per questo – è la proposta di Claudio Dorigo – io credo che la Regione potrebbe valutare la possibilità di intervenire a sostegno delle famiglie che investono sulla casa con contributi a fondo perduto finalizzati ad abbattere gli interessi». Ferme le costruzioni ma fermo anche il settore immobiliare. «La speculazione insensata degli ultimi anni – spiega ancora Dorigo – ha fatto sì che moltissimi diventassero immobiliaristi con il risultato che oggi, in provincia di Pordenone, ci sono migliaia di appartamenti invenduti» che rappresentano un vero e proprio patrimonio immobilizzato che, prima o poi, bisognerà azzerare per far ripartire l’edilizia. Le imprese, soprattutto le piccole e micro imprese, soffrono, e con esse l’occupazione. La Cassa edile a settembre ha stimato una flessione del 10% che peggiorerà al bilancio di fine dicembre. Per non parlare della cassa integrazione, con un trend di crescita a due cifre, strumento pressoché sconosciuto a questo settore. Le imprese industriali che prima facevano ricorso al subappalto ora preferiscono mantenere in proprio la maggior parte delle lavorazioni per occupare i propri dipendenti, quindi le aziende più piccole che operano nel subappalto, sono ferme. Altro elemento di criticità è la corsa ad accaparrarsi la commessa, sia essa pubblica che privata, a colpi di ribassi. Cifre «spesso insostenibili – rileva Dorigo – che si possono reggere solo erodendo non solo la qualità ma anche la sicurezza dei cantieriۚ». Da qui l’invito agli enti pubblici a valutare con grande attenzione le offerte anomale, ma anche ai progettisti di interventi privati a ricordare che questi presunti “vantaggi” economici «prima o poi – sottolinea il capo categoria – si pagano». Il mercato riprenderà, certo, ma «molto lentamente. Nel frattempo rischiamo di perdere un patrimonio di imprese che non sarà facile, e forse nemmeno possibile, ricostituire». A livello europeo è allo studio una legge che definisce i criteri per le nuove costruzioni finalizzati al risparmio energetico. Nel 2020 «tutti i nuovi edifici dovranno rispondere a questi criteri, mentre quelli pubblici dovranno adeguarsi dal 2018. Queste norme – prosegue Dorigo – dovrebbero essere anticipate da un provvedimento nazionale per il mercato delle manutenzioni e ristrutturazioni che si stima arrivi nel 2012.. Sono misure che possono aiutare il settore, a patto che non le si debba attendere un decennio. E saranno ancora più efficaci se legate a finanziamenti o incentivi abbinati al nostro Piano casa regionale». E’ intuibile che se il settore industriale dovesse intercettare rapidamente la ripresa «questo aiuterebbe le famiglie a recuperare fiducia e quindi a programmare investimenti sul bene primario che è la casa – considera Dorigo -, sempre che le banche dimostrino maggiore elasticità nella concessione di mutui e prestiti finalizzati, cosa che oggi si sta verificando con molta difficoltà». «Siamo aperti – è la proposta di Dorigo – ad un tavolo di concertazione con Regione, ordini professionali, associazioni di categoria per trovare soluzioni in grado di sostenere questo comparto che, lo ricordiamo, è vitale per l’economia. Oggi come ieri – conclude Dorigo - far ripartire l’edilizia significa far ripartire l’economia».
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