«La situazione è arrivata ad un punto tale che difficilmente persone di buon senso potrebbero fare qualcosa di diverso da quel che si sta delineando. Occorre un’azione decisa da parte di un governo che abbia un’altissima reputazione, un governo tecnico in grado di fare quel che va fatto, che è poi la direzione nella quale sembra si stia muovendo il Presidente della Repubblica. Questo Paese se lo merita». Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, parte dal contesto generale per rimarcare la gravità della crisi che sta investendo l’Italia e le conseguenze che stanno colpendo le imprese.
«Il tessuto produttivo – prosegue Pascolo – sta scontando gli effetti di una liquidità in caduta libera, di un costo del denaro schizzato alle stelle e della sua pressoché totale indisponibilità, fattori che implementano le difficoltà delle imprese che si muovono in un contesto internazionale difficile. Servono azioni forti, decise – ancora Pascolo – e politiche capaci di trovare un punto di equilibrio tra la necessità di tenere sotto controllo i conti e il rilancio dell’economia. In caso contrario – paventa il presidente degli artigiani pordenonesi – finiremo travolti da un’involuzione in grado di distruggere la parte sana di questo Paese, ovvero le imprese.
Parlo di azioni tali da favorire gli investimenti delle aziende e sostenere gli sforzi di chi ritiene, ed è in grado, di portare l’Italia fuori dalla crisi». L’artigianato «è l’anello debole della catena – ancora Pascolo -, perché con le grandi imprese le banche agiscono con prudenza, anche per una maggiore esposizione, mentre alle piccole imprese chiedere il rientro, che è poi è quello che sta accadendo, è semplice, ma drammatico per le aziende. Mi appello agli istituti di credito – prosegue il presidente di Confartigianato Pordenone – affinchè agiscano con senso di responsabilità».
E un altro senso di responsabilità «lo deve avere la politica che, nel suo insieme, non ha dimostrato di essere all’altezza né di saper affrontare la grave situazione che è andata creandosi negli ultimi mesi», è l’amara considerazione di Pascolo.
Guardando al futuro prossimo, a quel che avverrà da qui ai prossimi giorni, ovvero l’individuazione di un nuovo governo guidato, come pare, dall’ex commissario europeo Mario Monti, e composto da tecnici, Pascolo auspica «sarà in grado di fare quel che andrà fatto, e non ci illudiamo: saranno altri sacrifici. Ma spero sia l’occasione per tagliare i rami secchi e improduttivi di un sistema burocratico parassitario che grava insopportabilmente sulle imprese. Mi auguro, in sostanza – conclude il presidente di Confartigianato Pordenone – che questa sia l’occasione per riformare profondamente il Paese, evitando che il “conto” sia presentato solo al soliti».
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