Nella costituzione si dichiara che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Ma quale repubblica se «L’Italia non mi fa più lavorare?». Inizia così la lettera aperta che Confartigianato Pordenone e Confcommercio Pordenone hanno indirizzato ai sindaci chiedendo un incontro urgente con le amministrazioni, le imprese e la cittadinanza per affrontare il tema dell’eccesso di pressione fiscale. Una lettera che nelle varie piazze della provincia le due associazioni hanno chiesto ai cittadini di condividere.
Per le imprese e anche per i cittadini diventa inderogabile ridurre al minimo l’Imu e rateizzarla. E’ la richiesta esplicita che Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, e Alberto Marchiori, presidente di Confcommercio Pordenone, hanno avanzato nel corso di una conferenza stampa durante la quale hanno spiegato le ragioni di un’iniziativa che si è svolta nelle varie piazze della provincia, e in una lettera inviata i sindaci dei 51 comuni del Friuli occidentale.Una lettera che contiene la protesta dei piccoli imprenditori vessati da un eccesso di pressione fiscale a cui andrà a sommarsi l’Imu, ed anche alcune proposte. 
A giudizio delle associazioni di categoria l’Imu è «una spesa aggiuntiva che metterà ancora più fuori mercato le imprese, che peraltro arriva in un momento in cui le aziende hanno una capacità di spesa pari a zero. E dunque: possono affrontare ulteriori aggravi come Imu e Tares?
Le banche – ancora Pascolo e Marchiori – non concedono più credito per il normale svolgimento delle attività, ancor meno per sostenere le spese derivanti da nuove tasse. Come pagheranno le imprese questi ulteriori balzelli?». I presidenti chiedono poi ai sindaci se l’Imu possa «essere vista come una risorsa possibile da gestire insieme alle categorie». Ad esempio, chi è uscito dal mondo del lavoro ed è privo di reddito, deve essere sostenuto «vogliamo destinare parte dell’Imu come ammortizzatore economico sostitutivo per le urgenze di necessità quotidiana?».
Al governo artigiani e commercianti chiedono un’inversione di rotta, un alleggerimento del carico fiscale e misure per la crescita. E in tempi rapidi, perché le imprese davvero non ce la fanno più. E proprio per denunciare questo incombente pericolo, è stata organizzata per il 15 maggio una fiaccolata nelle vie del centro di Pordenone: una luce nel buio per non spegnere le luci delle imprese. 
La raccolta di firme prosegue nelle sedi di Confcommercio e Confartigianato a Pordenone, anche nelle sedi mandamentali di Confcommercio (Maniago, Via Manzoni n. 20; Prata Via C. Battisti 66/a; Sacile, Viale della Repubblica 162; San Vito al Tagliamento, Via Altan 46/G/H; Spilimbergo, Corte Europa 6; Pordenone, P.le dei Mutilati 4),
di Confartigianato (Pordenone, Via Dell’Artigliere 8; Maniago, Viale della Vittoria 23; Spilimbergo, Via Vittorio Emanuele II; Sacile, Via Marco Polo 2/a; San Vito Al Tagliamento, Via Forgaria Z.I. Ponterosso).
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