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"MENO BUROCRAZIA E SOSTEGNO AI GIOVANI"LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO PORDENONE ALLA POLITICA GLI ASSESSORI ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE, BINI, E ALLE FINANZE,ZILLI,ALL'ASSEMBLEA DEI DELEGATI ASSICURANO ATTENZIONE AD ARTIGIANATO E PMI

"MENO BUROCRAZIA E SOSTEGNO AI GIOVANI"LE RICHIEST

«E', quella dell'artigianato, una via percorribile da chi ha capacità, sapere, saper fare e vuole investire su se stesso. E' una via anche per i giovani alla ricerca di una strada su cui costruire il proprio futuro. Anche se non sono molti i giovani che la scelgono. Va recuperata e valorizzata la cultura del saper fare, che non necessariamente deve contrapporsi a quella del sapere.

Come Confartigianato ci siamo spesso impegnati, e continuiamo a farlo, nella valorizzazione dei mestieri artigiani, che sono ancora – certamente – il calzolaio o il fabbro, ma l'artigiano di oggi non è più solo Geppetto.

Ci sono mestieri artigiani che si svolgono al computer e in camice bianco, in giacca e cravatta o con la matita del designer. Con un impegno della Regione credo si potrebbe fare molto per diffondere la cultura dell'artigianato e invogliare ragazzi a imboccare questa via. Difficile, certo, ma anche ricca di soddisfazioni». Così il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo, ha esordito all'assemblea dei delegati alla quale, in rappresentanza della Regione, hanno partecipato l'assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, e alle Finanze Barbara Zilli.

Agli esponenti della Giunta Pascolo ha ricordato come, alle imprese, «non servano sempre nuovi ostacoli. Uno di questi – peraltro evitabili – è la burocrazia.

Quella inutie, quella che si tarduce in zavorra insopportabile. Credo che l'assessore Bini sappia di cosa sto parlando, visto che anche lui proviene dal mondo dell'impresa. Un recente studio di Confartigianato ha ricordato che l’Italia, oltre ad essere in testa nell’Ue per la pressione fiscale, mantiene il record negativo anche per la burocrazia fiscale: per pagare le tasse servono 238 ore l’anno, 79 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse. Ridurre le complessità e il peso degli oneri fiscali è condizione fondamentale per accompagnare lo sviluppo delle imprese.

Il sistema fiscale italiano è farraginoso e barocco, una vera e propria giungla: va ripensato anche in funzione del tessuto economico del Paese composto per il 98 per cento da micro e piccole imprese».

Una richiesta, quella della semplificazione, rivolta al Governo nazionale ma anche a quello regionale. «Perchè non ha senso – ancora Pascolo - mettere a disposizione dei fondi per le imprese e poi queste si perdono nei meandri della burocrazia e a quelle risorse non riescono ad accedere. E questo vale per tutti i settori e i comparti». Il presidente si è quindi soffemato sul tema del credito. Con l'auspicio che il piano industriale di Friulia metta a disposizione strumenti a misura di Pmi, e che venga garantita l'operatività dei Confidi e del fondo di rotazione.

Infine ha ricordato l'importanza degli investimenti e del sostegno all'innovazione. L'assessore Bini nel corso del suo intervento ha ricordato le principali iniziative della Giunta Fedriga a stimolo dell'economia nei primi dieci mesi di attività, tra cui i 319 milioni di euro del piano straordinario di investimenti pubblici, l'abbattimento dell'Irap, il credito d'imposta per le micro e Pmi che investono in ricerca e sviluppo, la proroga degli interventi anticrisi a favore degli artigiani e commercianti, la copertura dei fondi Cata, per cui - ha assicurato l'assessore - "andremo a scorrimento sulle graduatorie 2018". "Con l'approvazione del disegno di legge 26 per il recupero della competitività regionale verranno introdotte ulteriori importanti iniziative per l'economia", ha assicurato l'assessore.

L'assessore Zilli è entrata nel merito dei vari strumenti definiti nella legge di bilancio regionale e chiarito gli obiettivi di crescita dell'economia che la giunta si è prefissa. Anticipate anche le modifiche in materia di incentivi e finanziamenti al settore artigiano, in dettaglio sono state modificate nel Testo unico delle disposizioni regolamentari le percentuali di intensità di aiuto per i contributi relativi ad ammodernamento tecnologico e per le imprese di piccolissime dimensioni, riducendole, rispettivamente, dal 50 al 40 per cento e dal 65 al 50 per cento.

La riduzione della percentuale di aiuto consente, a fine anno, di soddisfare un maggior numero di domande. "Nel 2018 si era registrato, infatti, un elevato fabbisogno che è indice di vitalità delle imprese artigiane - ha rilevato Bini - e che ci induce a esaudire tutte le domande possibili". Per la linea contributiva di ammodernamento tecnologico, diventano finanziabili hardware e software non collegati con l'acquisto di macchinari e impianti.

Anche in questo caso è stata accolta la richiesta del Cata in quanto la digitalizzazione dei processi aziendali può anche prescindere dall'acquisto di impianti e macchinari. In secondo luogo, si introduce l'ammissibilità a contributo delle macchine operatrici prive di targa per consentire un ammodernamento per le imprese del settore manifatturiero.

L'ammissibilità a contributo delle macchine operatrici prive di targa viene introdotta anche nella linea contributiva a favore delle imprese di nuova costituzione. Da segnalare, inoltre, che l'ammontare delle spese di progettazione, direzione lavori e collaudo è ammissibile a contributo nel limite massimo del 15 per cento della spesa per gli interventi edilizi.






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